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Pubblicato Lunedì, 01 Maggio 2017 16:02

quarto stato

“Il quarto stato” realizzato da Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901, è conservato nel Museo del novecento di Milano

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro», recita l’articolo 1 della nostra Costituzione. La Festa del Lavoro — anche chiamata dei lavoratori — che lo celebra ha una lunga tradizione: il primo «Primo Maggio» nasce infatti a Parigi il 20 luglio del 1889. L’idea viene lanciata durante il congresso della Seconda Internazionale, riunito nella capitale francese. Venne indetta una grande manifestazione per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre la giornata lavorativa a otto ore. 

Lo slogan

«8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire» era lo slogan coniato in Australia nel 1855 e condiviso da gran parte del movimento sindacale del primo Novecento, che aprì la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, appunto il Primo maggio, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e affermare la propria autonomia.

Perchè questa data?

A far ricadere la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come rivolta di Haymarket. A metà Ottocento, infatti, i lavoratori non avevano diritti: lavoravano anche 16 ore al giorno, in pessime condizioni, e spesso morivano sul luogo di lavoro. Il Primo maggio 1886 fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti per ridurre la giornata lavorativa a 8 ore. La protesta durò tre giorni e culminò appunto, il 4 maggio, col massacro represso nel sangue: una vera e propria battaglia in cui morirono 11 persone.

Il ricordo in tutto il mondo

L’iniziativa divenne il simbolo delle rivendicazioni degli operai che in quegli anni lottavano per avere diritti e condizioni di lavoro migliori. Così, nonostante la risposta repressiva di molti governi, il Primo maggio del 1890 registrò un’altissima adesione. Oggi quella data è festa nazionale in molti Paesi. Tranne che, negli Stati Uniti, dove il «Labor Day» si festeggia il primo lunedì di settembre.

In Italia la festività fu ratificata due anni dopo, nel 1891.

Durante il ventennio fascista, a partire dal 1924, la celebrazione fu anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il cosiddetto «Natale di Roma»

Nel 1947, quando si riprese a festeggiarla separatamente, la celebrazione del primo maggio venne repressa nel sangue dal governo democratico a Portella della Ginestra.

Dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945, fu ripristinata mantenendo lo status di giorno festivo.

Oggi, con decisione autonoma, il Ministero dei Beni Culturali l’ha di fatto abolita con una circolare che obbliga tutti i musei statali ad effettuare l’apertura con una normale turnazione del personale di custodia e con l’indennità aggiuntiva di 30 Euro.

fonte articolo www.corriere.it